Aggiornato al 18 luglio 2026. Un video TikTok di un minuto presenta cinque skill per Claude che promettono di migliorare scrittura, memoria, progettazione di interfacce, osservazione dei task e ricerca di altre skill. Le ho verificate una per una: sono progetti reali, ma non sono componenti ufficiali di Anthropic e non vanno installati come se fossero semplici prompt. Una skill può contenere istruzioni, script e accessi a strumenti: in pratica è codice operativo che entra nel flusso di lavoro dell’agente.

Il video di @ozzibig, intitolato “5 skill di Claude che il 99% delle persone non conosce”, cita Stop Slop, Claude Mem, UI UX Pro Max, Task Observer e Find Skill. L’elenco è interessante perché mostra cinque direzioni in cui si stanno evolvendo gli assistenti agentici. Il punto, però, non è collezionare estensioni: è capire che cosa fanno davvero, quali dati toccano e quanto ci si può fidare.

Che cosa sono le skill per Claude?

Le Agent Skills sono cartelle organizzate che forniscono a un agente istruzioni, risorse e, in alcuni casi, script eseguibili per svolgere un compito specializzato. Anthropic le descrive come moduli caricabili in modo progressivo: l’agente legge prima una descrizione sintetica e approfondisce la skill quando diventa pertinente. La documentazione ufficiale è disponibile nel manuale di Claude, nell’articolo tecnico “Equipping agents for the real world with Agent Skills” e nel repository pubblico di Anthropic.

Il formato non riguarda soltanto Claude. La specifica aperta Agent Skills punta alla portabilità tra strumenti diversi. È un passaggio importante: non stiamo più parlando di una frase salvata nel cassetto dei prompt, ma di un piccolo pacchetto di competenze riusabile da un agente.

Una distinzione evita molti equivoci:

  • prompt: dice al modello come rispondere in una determinata situazione;
  • skill: organizza istruzioni, file di supporto e talvolta automazioni o comandi;
  • connettore o tool: consente all’agente di leggere o modificare sistemi esterni;
  • agente: decide quali passaggi eseguire e può combinare più skill e strumenti.

Più si scende nell’elenco, più aumenta la capacità di agire. E con la capacità aumenta anche la superficie di rischio.

Le cinque skill del video, a colpo d’occhio

Skill Che cosa fa A chi può servire Dato o permesso delicato Rischio da valutare
Stop Slop Individua e riduce formule stereotipate della prosa generata dall’AI Autori, marketer, formatori, redazioni Testi e documenti sottoposti alla revisione Uniformare troppo la voce o confondere stile con veridicità
Claude Mem Conserva e recupera memoria tra sessioni Sviluppatori e team su progetti lunghi Contesto, attività e cronologia delle sessioni Privacy, retention e contaminazione tra progetti
UI UX Pro Max Propone stili, palette, font e regole per interfacce Designer, sviluppatori front-end, prototipatori Codice del progetto e requisiti di prodotto Design plausibile ma non testato con utenti o tecnologie assistive
Task Observer Osserva correzioni e lacune, poi propone miglioramenti alle skill Utenti avanzati che mantengono molte automazioni Log, errori, feedback e comportamenti ripetuti Trasformare un errore occasionale in una regola permanente
Find Skill Cerca skill in più cataloghi e può facilitarne l’installazione Chi esplora l’ecosistema di agenti Accesso a fonti esterne e installazione di pacchetti Supply chain: trovare più velocemente anche componenti insicuri

1. Stop Slop: ripulire la scrittura AI senza fingere che diventi “umana”

Stop Slop è una skill con licenza MIT che cerca segnali ricorrenti della scrittura artificiale: aperture generiche, contrasti costruiti in serie, enfasi eccessiva, conclusioni gonfie e frasi che sembrano autorevoli senza aggiungere informazione.

Immaginiamo una responsabile marketing che debba rivedere quindici schede prodotto. La skill può segnalare espressioni come “nel panorama in continua evoluzione” o una sequenza di paragrafi tutti costruiti nello stesso modo. La persona decide che cosa tagliare, verifica i dati e reinserisce esempi reali. Qui la skill funziona bene come editor di primo livello, non come certificatore di autenticità.

Altri casi concreti:

  • un consulente confronta una proposta commerciale con le proprie linee editoriali;
  • un insegnante fa individuare agli studenti le formule vaghe in una relazione;
  • una redazione usa il controllo prima della revisione umana, senza affidargli la decisione finale;
  • un ufficio HR elimina il linguaggio magniloquente da un annuncio di lavoro.

Il limite è semplice: un testo meno stereotipato non diventa automaticamente corretto, originale o scritto da una persona. Stop Slop non sostituisce fact-checking, competenza editoriale e controllo delle fonti. E usarlo per “battere i detector” sarebbe una promessa impropria: i detector di testo AI sono notoriamente fallibili e lo stile non prova l’origine di un contenuto.

2. Claude Mem: una memoria utile, quindi anche delicata

 

Claude Mem, distribuito con licenza Apache 2.0, aggiunge memoria persistente alle sessioni di lavoro. Registra osservazioni, le comprime e permette di recuperare il contesto rilevante in un secondo momento. L’obiettivo è evitare la scena che conoscono tutti: riaprire un progetto e dover spiegare da capo architettura, decisioni e problemi già risolti.

Per uno sviluppatore può significare ricordare che l’applicazione usa un certo schema dati, che una libreria è stata scartata per incompatibilità e che una determinata cartella non va modificata. Per un team di comunicazione potrebbe voler dire conservare terminologia approvata, pubblico, vincoli legali e decisioni prese durante le revisioni.

La memoria, però, è utile proprio perché trattiene informazioni. Prima di adottarla occorre chiedersi:

  • dove vengono archiviati i dati e per quanto tempo;
  • quali conversazioni, file e comandi vengono catturati;
  • come si cancellano o esportano i ricordi;
  • se progetti e clienti diversi restano davvero separati;
  • che cosa succede a credenziali, dati personali e segreti comparsi per errore.

La ricerca sui Generative Agents ha mostrato quanto memoria, riflessione e pianificazione possano rendere più coerente il comportamento di un agente. In un contesto aziendale, però, coerenza non significa automaticamente conformità: servono minimizzazione dei dati, separazione degli ambienti e una politica di conservazione.

Se ti interessa il tema della memoria personale e professionale, ho approfondito un approccio diverso nell’articolo su come creare un second brain con LLM, wiki e Obsidian.

 

3. UI UX Pro Max: molte opzioni non equivalgono a buon design

 

UI UX Pro Max è un progetto MIT che raccoglie conoscenza strutturata per progettare interfacce. Al momento della verifica il repository dichiara 84 stili, 161 regole di reasoning, 192 categorie di prodotto e palette, 34 modelli di landing page e 74 coppie tipografiche. Sono numeri dichiarati dal maintainer e descrivono il contenuto del progetto, non una valutazione indipendente della qualità dei risultati.

In pratica può aiutare una piccola impresa a trasformare un brief vago — “vorrei un sito moderno” — in decisioni più concrete: gerarchia, palette, tipografia, componenti, spaziature e stati di interazione. Un prototipatore può chiederle una dashboard per un amministratore di condominio; uno sviluppatore può usarla per controllare coerenza e responsive design; una startup può generare tre direzioni visive prima del confronto con il designer.

Il rischio è produrre un’interfaccia molto credibile in una schermata e poco usabile nella realtà. La skill non conosce automaticamente gli utenti, il loro contesto, le metriche di conversione o le esigenze di chi utilizza uno screen reader. Deve quindi entrare in un processo che includa test, analytics e Web Content Accessibility Guidelines.

Un esempio: il sistema propone testo grigio chiaro, animazioni e menu nascosti perché coerenti con uno stile minimal. Il designer verifica contrasto, navigazione da tastiera e comprensione dei comandi. La skill accelera l’esplorazione; la responsabilità sul prodotto resta umana.

4. Task Observer: l’agente che osserva come migliorare l’agente

Nel repository One Skill to Rule Them All la skill si chiama task-observer. Osserva correzioni, errori e schemi ricorrenti, poi formula raccomandazioni per creare o aggiornare altre skill. Un dettaglio importante: secondo la documentazione non modifica direttamente le skill, ma propone cambiamenti che devono essere approvati.

Può essere utile quando un team ripete ogni settimana la stessa correzione. Per esempio:

  • un report usa sempre il formato di data sbagliato;
  • le bozze citano una fonte secondaria quando è disponibile il paper originale;
  • un agente dimentica il controllo degli accenti prima di pubblicare in italiano;
  • un flusso di sviluppo esegue test generici ma trascura un caso limite ricorrente.

La skill può trasformare il feedback in una proposta stabile: “aggiungiamo questo controllo alla procedura”. È una forma di miglioramento operativo interessante, ma va governata. Una correzione fatta per un cliente non deve diventare una regola universale; un’eccezione non deve contaminare tutti i progetti; i log non devono raccogliere più dati del necessario.

Il README dichiara oltre 900 miglioramenti su 50 skill in sei mesi. È un dato del maintainer, non il risultato di uno studio indipendente: utile per capire il caso d’uso, non per misurare l’efficacia generale.

5. Find Skill: il motore di ricerca che rende decisiva la sicurezza

Find Skill cerca skill in più fonti e dichiara un indice di oltre 4.800 risorse provenienti da 14 cataloghi, con supporto per Claude Code, Codex, OpenCode e Cursor. Anche questi numeri descrivono lo stato dichiarato dal progetto alla data della verifica e possono cambiare.

Il t

Il vantaggio è evidente. Un analista può cercare una procedura per lavorare con fogli di calcolo; un formatore una skill per costruire una presentazione; uno sviluppatore un controllo di sicurezza. Invece di partire da zero, riusa una soluzione esistente.

Ma il discovery non è una certificazione. Se una skill può essere installata con pochi comandi, diminuisce anche l’attrito che normalmente ci spinge a ispezionarla. È lo stesso problema della supply chain software: un componente di terze parti può contenere dipendenze vulnerabili, istruzioni malevole o accessi eccessivi. Il catalogo skills.sh e il relativo progetto open source di Vercel Labs sono altre risorse utili per la scoperta, ma anche in quel caso ogni pacchetto va valutato singolarmente.

Una skill non è un prompt innocuo: quali rischi introduce?

Un agente può leggere documenti, eseguire script, usare la rete e modificare file. Una skill male progettata può quindi amplificare un errore o una manipolazione. L’OWASP Top 10 per applicazioni LLM richiama rischi come prompt injection, gestione insicura degli output, eccessiva autonomia e vulnerabilità della supply chain.

Il paper “More than you’ve asked for: A Comprehensive Analysis of Novel Prompt Injection Threats to Application-Integrated Large Language Models” mostra il problema delle indirect prompt injection: istruzioni ostili possono nascondersi nei contenuti che il modello legge, non soltanto nel prompt scritto dall’utente. Un agente che consulta pagine web o documenti può quindi incontrare testo progettato per deviarne il comportamento.

Anche la qualità del codice generato richiede verifica. Gli studi “Asleep at the Keyboard?” e “Do Users Write More Insecure Code with AI Assistants?” non valutano queste cinque skill specifiche, ma documentano un principio più generale: l’assistenza AI può produrre o favorire codice insicuro, e la fiducia dell’utente non è una garanzia di correttezza.

I rischi principali sono cinque:

  1. permessi eccessivi: una skill di scrittura non dovrebbe avere accesso indiscriminato alla rete o a tutto il disco;
  2. esfiltrazione di dati: testi, log o credenziali potrebbero uscire dall’ambiente previsto;
  3. istruzioni nascoste: file o pagine consultati dall’agente possono tentare di modificarne il comportamento;
  4. dipendenze compromesse: il repository visibile può richiamare componenti esterni non controllati;
  5. automazione dell’errore: una procedura sbagliata diventa più veloce, coerente e difficile da notare.

Per questo il modello di supervisione conta. Nell’approfondimento su human-in-the-loop e human-on-the-loop negli agenti AI spiego quando chiedere un’approvazione prima dell’azione e quando è sufficiente monitorare un sistema reversibile entro soglie definite.

Come verificare una skill prima di installarla

Io adotterei questa procedura in sette passaggi. Non garantisce rischio zero, ma rende l’adozione tracciabile e molto meno impulsiva.

  1. Verifica identità e provenienza. Controlla autore, cronologia del repository, release, issue aperte, licenza e manutenzione recente. Il numero di stelle non è una certificazione.
  2. Leggi tutto il pacchetto. Non fermarti al README: esamina integralmente SKILL.md, script, dipendenze, hook e file di configurazione.
  3. Esegui una scansione statica. Un progetto dedicato è NVIDIA SkillSpector. Nel mio flusso una skill esterna non viene installata se la scansione non restituisce SAFE.
  4. Mappa permessi e dati. Scrivi quali cartelle può leggere, quali comandi esegue, se usa la rete, dove conserva i log e come tratta i segreti.
  5. Prova in isolamento. Usa un ambiente temporaneo, dati fittizi, credenziali senza privilegi e nessun accesso ai sistemi di produzione.
  6. Osserva il comportamento. Controlla file creati, richieste di rete, processi e output. Prova anche input anomali e documenti contenenti istruzioni ostili.
  7. Approva, limita e versiona. Installa una versione precisa, concedi il minimo indispensabile e prevedi aggiornamento, rollback e rimozione.

Nel caso di una skill di memoria aggiungerei un controllo su retention e separazione dei clienti. Per una skill che genera codice, test di sicurezza e code review. Per una skill di ricerca e installazione, l’approvazione umana prima di aggiungere qualsiasi nuovo pacchetto.

Quale delle cinque scegliere? Cinque scenari pratici

Scenario 1: libero professionista che scrive contenuti

Stop Slop può diventare l’ultimo controllo prima della revisione manuale. Non serve Claude Mem se si trattano clienti diversi senza una strategia chiara di separazione. La priorità è proteggere bozze, dati e tono personale.

Scenario 2: team software su un prodotto complesso

Claude Mem può ridurre la perdita di contesto e Task Observer può rilevare correzioni ricorrenti. Ma entrambi lavorano su informazioni sensibili: vanno testati su un repository non critico, con segreti esclusi e supervisione degli aggiornamenti proposti.

Scenario 3: agenzia che produce molti prototipi

UI UX Pro Max può accelerare moodboard, design system iniziali e alternative di landing page. Il passaggio successivo deve includere designer, verifica WCAG, test con utenti e dati reali. Non si pubblica soltanto perché la prima schermata “sembra fatta bene”.

Scenario 4: formatore che prepara materiali

Find Skill può scoprire pacchetti per documenti, fogli e slide. La procedura corretta è cercare, selezionare due candidati, leggerli e scansionarli; non installare automaticamente il primo risultato davanti a una classe o su un computer aziendale.

Scenario 5: impresa con processi regolati

Nessuna delle cinque skill dovrebbe entrare direttamente in produzione. Prima servono responsabile del processo, classificazione dei dati, ambiente di prova, log, soglie di autonomia e un piano di risposta agli incidenti. L’utilità potenziale non elimina gli obblighi organizzativi.

Tre video per vedere Claude al lavoro

Le skill acquistano senso quando vengono collegate a un’attività concreta. In questi miei video mostro come Claude passa dalla conversazione al lavoro su documenti e procedure:

Privacy Policy

Privacy Policy

Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026

La presente informativa descrive le modalità con cui vengono trattati i dati personali degli utenti che visitano il sito THE AI LOUNGE CLUB e utilizzano i servizi disponibili attraverso il sito.

L'informativa è resa ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”) e della normativa italiana applicabile in materia di protezione dei dati personali.

1. Titolare del trattamento

Il Titolare del trattamento dei dati personali è:

THE AI LOUNGE CLUB di Gianluigi Bonanomi
Sede: Agriturismo La Camilla, Concorezzo (MB)
P.IVA: 09266710962
Email: giovanni@theailoungeclub.com

THE AI LOUNGE CLUB è un progetto di Gianluigi Bonanomi e Giovanni Cotta.

2. Tipologie di dati trattati

Attraverso il sito possono essere raccolte diverse categorie di dati personali.

Dati forniti volontariamente dall'utente

Quando l'utente compila un modulo, richiede informazioni, si iscrive a un evento o entra in contatto con THE AI LOUNGE CLUB, possono essere raccolti dati quali:

  • nome e cognome;
  • indirizzo email;
  • numero di telefono;
  • azienda di appartenenza;
  • ruolo professionale;
  • eventuali informazioni inserite volontariamente nei campi del modulo;
  • eventuale curriculum vitae o documentazione trasmessa dall'utente;
  • informazioni relative al servizio, corso o evento di interesse.

Si invita l'utente a non trasmettere, salvo quando strettamente necessario, dati personali appartenenti a categorie particolari ai sensi dell'art. 9 GDPR.

Dati di navigazione

Durante la normale navigazione, i sistemi informatici e le procedure software utilizzate per il funzionamento del sito possono acquisire automaticamente alcune informazioni tecniche, quali:

  • indirizzo IP;
  • tipo di browser e dispositivo utilizzato;
  • sistema operativo;
  • data e ora di accesso;
  • pagine visitate;
  • informazioni tecniche relative alla navigazione.

Questi dati vengono utilizzati principalmente per consentire il corretto funzionamento e la sicurezza del sito.

Cookie e tecnologie similari

Il sito può utilizzare cookie e tecnologie analoghe.

Per maggiori informazioni sulle tipologie di cookie utilizzate, sulle relative finalità e sulle modalità di gestione delle preferenze, si invita a consultare la Cookie Policy.

3. Finalità e basi giuridiche del trattamento

I dati personali possono essere trattati per le seguenti finalità.

Rispondere alle richieste dell'utente

I dati forniti tramite moduli, email o altri canali di contatto vengono utilizzati per rispondere alle richieste di informazioni relative a THE AI LOUNGE CLUB, ai suoi servizi, eventi e percorsi formativi.

Base giuridica: esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dell'interessato e, ove applicabile, esecuzione di un contratto.

Gestire iscrizioni a corsi, eventi e Open Day

I dati possono essere utilizzati per gestire richieste di partecipazione, prenotazioni e iscrizioni agli eventi e ai percorsi proposti da THE AI LOUNGE CLUB.

Base giuridica: esecuzione di misure precontrattuali e/o contrattuali richieste dall'interessato.

Gestire candidature

Nel caso in cui il sito consenta l'invio di candidature o curriculum vitae, i dati forniti saranno utilizzati esclusivamente per valutare la candidatura e per le attività connesse alla selezione.

Base giuridica: esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dell'interessato e altre basi previste dalla normativa applicabile.

Adempiere a obblighi amministrativi, contabili e legali

Quando necessario, i dati potranno essere trattati per adempiere a obblighi previsti dalla legge, da regolamenti o dalla normativa fiscale e amministrativa.

Base giuridica: adempimento di un obbligo legale.

Invio di newsletter e comunicazioni informative o promozionali

Previo consenso dell'utente, l'indirizzo email potrà essere utilizzato per inviare newsletter, aggiornamenti, comunicazioni relative alle attività del Club, nuovi eventi, corsi, iniziative e contenuti.

Base giuridica: consenso dell'interessato.

L'utente potrà revocare il consenso in qualsiasi momento utilizzando l'apposito link presente nelle comunicazioni oppure contattando il Titolare.

Sicurezza e tutela del sito

Alcuni dati tecnici possono essere trattati per prevenire utilizzi fraudolenti, abusi, attacchi informatici e garantire la sicurezza del sito e dei relativi sistemi.

Base giuridica: legittimo interesse del Titolare alla sicurezza dei propri sistemi e servizi.

4. Modalità del trattamento

I dati personali sono trattati mediante strumenti informatici e, ove necessario, cartacei, adottando misure tecniche e organizzative adeguate a proteggerli da accessi non autorizzati, perdita, distruzione, modifica o divulgazione indebita.

I dati vengono trattati esclusivamente da soggetti autorizzati o da fornitori incaricati dal Titolare.

5. Destinatari dei dati

I dati personali potranno essere comunicati, quando necessario, a soggetti che supportano THE AI LOUNGE CLUB nella gestione delle proprie attività, tra cui:

  • fornitori di hosting e infrastrutture informatiche;
  • fornitori della piattaforma utilizzata per il sito;
  • fornitori di servizi email e newsletter;
  • fornitori di servizi di gestione dei moduli e delle richieste;
  • consulenti amministrativi, fiscali, legali o informatici;
  • soggetti coinvolti nell'organizzazione di corsi ed eventi, nei limiti strettamente necessari;
  • autorità pubbliche, quando previsto dalla legge.

Quando previsto dalla normativa, tali soggetti sono nominati Responsabili del trattamento ai sensi dell'art. 28 GDPR.

I dati personali non vengono diffusi, salvo nei casi espressamente previsti dalla legge o previo consenso dell'interessato.

6. Trasferimento dei dati fuori dallo Spazio Economico Europeo

Alcuni fornitori tecnologici utilizzati dal sito potrebbero trattare dati personali al di fuori dello Spazio Economico Europeo.

In tali casi il trasferimento avverrà nel rispetto delle disposizioni previste dagli artt. 44 e seguenti del GDPR, attraverso strumenti giuridici idonei, quali decisioni di adeguatezza, Clausole Contrattuali Standard approvate dalla Commissione europea o altri meccanismi previsti dalla normativa applicabile.

7. Periodo di conservazione

I dati personali vengono conservati per il tempo necessario al raggiungimento delle finalità per cui sono stati raccolti.

In particolare:

  • i dati relativi alle richieste di informazioni vengono conservati per il tempo necessario alla gestione della richiesta e agli eventuali rapporti successivi;
  • i dati relativi a rapporti contrattuali e amministrativi vengono conservati per i periodi previsti dalla normativa applicabile;
  • i dati utilizzati per newsletter e comunicazioni promozionali vengono conservati fino alla revoca del consenso o alla richiesta di cancellazione;
  • i dati relativi alle candidature vengono conservati per un periodo adeguato alle finalità di selezione e comunque nel rispetto della normativa applicabile;
  • i dati tecnici e di sicurezza vengono conservati per il periodo strettamente necessario alle relative finalità.

8. Conferimento dei dati

Il conferimento dei dati indicati come obbligatori nei moduli è necessario per consentire a THE AI LOUNGE CLUB di rispondere alla richiesta o fornire il servizio richiesto.

Il mancato conferimento di tali dati potrebbe rendere impossibile gestire la richiesta.

Il conferimento dei dati per finalità di marketing e newsletter è invece facoltativo.

9. Diritti dell'interessato

Ai sensi degli artt. 15-22 GDPR, l'interessato può, nei casi previsti dalla normativa:

  • ottenere conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano;
  • ottenere l'accesso ai propri dati personali;
  • richiedere la rettifica dei dati inesatti;
  • richiedere la cancellazione dei dati;
  • richiedere la limitazione del trattamento;
  • opporsi al trattamento;
  • richiedere la portabilità dei dati;
  • revocare in qualsiasi momento il consenso precedentemente prestato, senza pregiudicare la liceità del trattamento effettuato prima della revoca.

Le richieste possono essere inviate a:

giovanni@theailoungeclub.com

L'interessato ha inoltre diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

10. Collegamenti a siti e servizi di terze parti

Il sito può contenere collegamenti a siti web, piattaforme o servizi gestiti da soggetti terzi.

THE AI LOUNGE CLUB non controlla le modalità con cui tali soggetti trattano i dati personali degli utenti. Prima di utilizzare servizi esterni, l'utente è invitato a consultare le relative informative privacy.

11. Modifiche alla presente Privacy Policy

La presente Privacy Policy potrà essere aggiornata in caso di modifiche normative, tecniche o organizzative o in caso di introduzione di nuovi servizi.

La versione aggiornata sarà pubblicata su questa pagina con indicazione della data dell'ultimo aggiornamento.